13 anni fa, quando vivevo in India, ho partecipato ad un convegno tenuto dai migliori vaidya (medici ayurvedici) sulle basi del sostegno della salute.
Una frase mi è rimasta impressa, e me la ricordo tuttora regolarmente:
“Una delle maggiori cause delle malattie è il trattenere: feci, urine, gas.”
Questo perché la funzione eliminatoria, se non si fa bene, mantiene le tossine all’interno dell’organismo. E questa funzione fisiologica, molto collegata al dosha VATA, va ad influenzare anche la salute pelvica, la mestruazione, l’eiaculazione.
Sto osservando anche un’altra cosa che tratteniamo molto: le emozioni e le memorie, e quanto questo porti molto regolarmente a dolori, somatizzazioni, difficoltà a livello mentale e fisico.
Negli ambienti legati al benessere qui in Europa, si è posto una grande attenzione alla CALMA: come ritrovarla, mantenerla, con la meditazione e molte altre tecniche.
Questo è molto importante, ma sto vedendo, sempre più chiaramente, la mancanza di un’altra parte fondamentale: il RILASCIO.
Ed è per questo che nel mio lavoro, mi baso su 3 pilastri:
1. propriocezione e consapevolezza,
2. centratura,
3. rilascio.
Come concretamente, favorire questo rilascio?
(Questa domanda la ricevo molto spesso, in quanto essendo una professione nuova e poco conosciuta, non sempre è chiaro per le persone cosa si vada a fare insieme…)
Nelle consulenze, propongo di farlo cosi:
– il rilascio delle tensioni fisiche ed emotive, il sostegno di digestione ed eliminazione, la liberazione delle memorie ingranate nei tessuti, con l’auto-massaggio addominale,
– il rilascio delle tensioni legate al pavimento pelvico, e delle memorie individuali ed intergenerazionali collegate, con l’ascolto, alcuni esercizi non invasivi mirati, e l’accoglienza di quello che emerge,
– il rilascio delle parole che ci fanno male dentro, con varie tecniche somatiche, e l’aiuto di colori e creatività.
A volte, un’elaborazione più cognitiva e verbale può essere utile e complementare, anche con l’aiuto di altri professionisti.
Altre volte, il rilascio in sé basta, per fare spazio a qualcosa di nuovo, a più pienezza e apprezzamento della vita. Questo lo vedo regolarmente con chi ha già fatto molto lavoro su di sé negli anni, e cerca un’aiutino in più a livello somatico.
Augurandovi delle vite piene e libere dalle zavorre,
Cecilia Gautier




