uominiIl mondo della fertilità è monopolizzato dall’attenzione al femminile.
A livello medico. A livello olistico. A livello del supporto dato.

Come professionisti del sostegno della fertilità, è importante chiederci come coinvolgere l’uomo nel percorso di coppia che stiamo seguendo.
Quale sia il modo migliore non solo per ricordarci di lui (e del fattore coppia) ma per facilitare il suo essere parte attiva ed integrante della preparazione pre-concepimento.

Da quasi 15 anni che svolgo questo lavoro, ho visto tanti uomini. Desiderosi di essere inclusi. Guardati. Ascoltati. Che non sapevano che ruolo potevano avere, perché nessuno finora li aveva considerati a sufficienza.
Mi ricordo ancora con commozione i ringraziamenti di un uomo, che mi disse “Sei la prima persona che chiede a me come sto.” dopo la perdita della gravidanza della moglie.

Ma molti uomini non li ho mai visti: li ho seguiti indirettamente tramite la compagna: forse perché non potevano, forse perché non volevano, forse perché la donna non voleva?

Altre volte sono felici di venire ad alcuni appuntamenti, ma non vogliono necessariamente sottoporsi a un trattamento o prendersi cura di sé stessi.

A volte pensano che il loro contributo sia importante per circa il 20% e che il ruolo della donna nella fertilità sia circa l’80%.

Ma sappiamo che, biologicamente, il ruolo dell’uomo è del 50% nel percorso di fertilità.
E se consideriamo gli aspetti psico-emotivi, il ruolo dell’uomo è ancora più importante: non solo per conseguire la gravidanza, ma per superare insieme le difficoltà, attivando le risorse e costruendo una resilienza di coppia che sarà preziosissima nella genitorialità.

Nel mio lavoro, insegno come leggere il ciclo mestruale. Potrebbe sembrare un argomento molto femminile, ma in realtà gli uomini di solito rimangono affascinati dall’imparare di più al riguardo. (negli incontri di gruppo sono loro che fanno più domande!)

Ricordo il consulente informatico che ha deciso di monitorare i biomarcatori di fertilità della sua compagna con un suo file Excel.

Ricordo il medico che ha scoperto gli ormoni di sua moglie, nella pratica, e come leggere la scheda sintotermica, imparando a fidarsi di questo metodo anche dopo che all’università gli avevano detto che il controllo naturale delle nascite era una sciocchezza (a torto, essendoci quasi 1 secolo di ricerche scientifiche a riguardo).

Ricordo il gelataio che spiegò con molta pazienza come leggere la scheda alla sua compagna che era confusa sulle regole di interpretazione.

E ancora lo sguardo sorpreso e angosciato di un’altra coppia a cui ho dovuto dire che dalla scheda si poteva dedurre che lei non stava ovulando, nonostante i suoi cicli regolari di 28 giorni.

La scheda sintotermica rappresenta il ciclo mestruale della donna, ma mostra la fertilità della coppia. Rivela molto sul LORO percorso.

E il modo in cui insegniamo questa preziosa conoscenza può includere o escludere l’uomo. Può aiutarlo a sentirsi anche lui incluso e motivato, tanto quanto la donna.

Questo è uno dei vari temi che approfondiamo nella formazione professionale FERTILITY AWARENESS, rivolta ad ostetriche, naturopati, medici, psicologi, nutrizionisti, osteopati, insegnanti yoga, counselor e tutte le figure di sostegno della donna e della coppia.

Augurandoti un buon inizio anno,
Cecilia Gautier

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